Interviste rilasciate su “Voci Pagane”

Breve intervista a Sarah Bernini su Voci Pagane apparsa nel video dedicato ad Esoterika 2013 realizzata da Itvrome.it

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Intervista a Sarah Bernini apparsa su “Il Flauto di Pan”.

Lascio di seguito un’intervista risalente al giorno 24 Gennaio e apparsa il 25 Gennaio 2013 su il blog “Il Flauto di Pan”, che ringrazio moltissimo per questa opportunità.

Il link all’intervista è il seguente: http://il-flauto-di-pan.blogspot.it/2013/01/intervista-sarah-bernini.html?spref=fb; riporto comunque il testo anche qui per chi lo volesse leggere. 

  1. Ciao Sarah, Il Flauto di Pan ti da il benvenuto! Cominciamo con un classicone: chi è Sarah Bernini?

 Ciao agli amici de Il Flauto di Pan e grazie per questa intervista! 

Per presentarmi posso dire che sono nata nel Settembre 1981 (quindi inizio ad essere stagionatina…) sotto il segno della Bilancia, che amo scrivere e dedicarmi a pittura, fotografia e artigianato di varia natura, di stampo esoterico e spirituale.

La mia via spirituale neopagana, piuttosto animista e molto personale, ovviamente influenza tutto ciò che realizzo, sia dal punto di vista delle pubblicazioni sia dal punto di vista artistico, nel senso che mi occupo di questi argomenti perché fanno parte della mia vita quotidiana e mi affascinano ogni giorno di più, per cui mi viene naturale affrontare queste tematiche sotto diversi aspetti.

Oltre a questo, appena posso cerco di attivarmi per i diritti umani e per i diritti degli animali, essendo animalista e vegetariana (quasi vegana) da una vita, oltre che per l’ambiente.

Ecco, direi che questa sono io in poche righe.

  1. Voci Pagane, un progetto che nasce qualche anno fa per far luce sul panorama pagano italiano. Ti andrebbe di spiegare ai nostri lettori di cosa si tratta?

 Certamente, grazie per la domanda. “Voci Pagane” è un progetto editoriale partito nel 2009 e tuttora in corso che nel suo piccolo vorrebbe aiutare a comprendere meglio il movimento neopagano e pagano contemporaneo che si sta sviluppando in Italia ormai da diversi anni.

In origine è nato per unire due esigenze. La prima esigenza era quella di riunire in un unico volume più interviste che avevo raccolto dal 2004 inpoi sulla mia rivista, “Labrys” (www.rivistalabrys.it) e riguardanti persone attive nel paganesimo/neopaganesimo italiano. Ma mi resi conto che il materiale non sarebbe stato poi molto e non avrebbe rappresentato abbastanza ampiamente questa realtà. Così, poi, nel2009, in occasione del progetto “Sphera” lanciato dall’associazione “Quercia Bianca” che voleva dare inizio ad un network di collaborazioni tra varie associazioni neopagane italiane, siccome Labrys ne faceva parte proposi di realizzare sulla rivista diverse interviste alle associazioni del network che fossero interessate a collaborare. Ma ancora il materiale mi sembrava poco, così pensai di ampliare ulteriormente il progetto anche alle associazioni che non facevano parte del network. Oggi “Sphera” non è più attivo, ma dalle sue ceneri è nato il portale “Paganitaliani.net” (di cui fanno parte sia associazioni che erano dentro a Sphera sia altre che non ne facevano parte), ed ho esteso le interviste anche a chi non facesse parte di quel portale. Essendo un “work in progress” ovviamente il libro può variare rispetto alle interviste programmate all’inizio, perché nel tempo nascono e muoiono associazioni, a distanza di tempo c’è chi è ancora interessato e chi no al progetto di “Voci Pagane” ecc. per cui è sempre un terno al lotto vedere poi cosa uscirà alla fine di tutto il lavoro svolto. C’è chi ha aderito subito e poi si è tirato indietro, chi mi ha rilasciato l’intervista ma poi ha cambiato idea, o magari nel frattempo sono successe cose per cui quella realtà specifica non ritiene più utile partecipare ecc., per cui spesso anche parte del mio lavoro (i questionari e le presentazioni della varie realtà) va “cestinato” per questi motivi. Ma è un po’ il rischio di questo progetto.

Al momento sono stati pubblicati i primi due volumi del libro. Inizialmente, il primo volume è stato dato alle stampe con il sistema dell’auto-pubblicazione (Agosto 2010) grazie alla mia associazione, Artès (www.artesassociazione.org), attraverso il sito Ilmiolibro.it e a Dicembre 2011 è stato ristampato grazie ad Anguana Edizioni (Sossano).

Il secondo volume è stato stampato a Novembre 2012 sempre grazie ad Anguana Edizioni ed è stato presentato in anteprima durante la rassegna della Microeditoria italiana di Chiari (BS) il giorno 10 Novembre 2012.

Il terzo volume è attualmente in fase elaborazione. Comunque, per restare aggiornati sul progetto e sugli eventi ad esso collegato, lascio volentieri il sito di riferimento, nel caso qualcuno fosse interessato a saperne di più: https://vocipagane.wordpress.com

  1. Grazie a questo progetto hai potuto avvicinare i maggiori esponenti del paganesimo italiano. Hai incontrato difficoltà nell’approcciarti con loro?

Le difficoltà sono state giusto quelle a cui accennavo poc’anzi, ovvero semplicemente alcuni casi di persone che mi hanno magari detto sì, che avrebbero collaborato, per cui ho inviato il materiale (il questionario specifico per quella realtà) per cui ho dovuto lavorare, ovviamente, per informarmi su quali domande porre, e che poi magari non mi hanno mai inviato le risposte, oppure le hanno inviate, ma poi per qualche motivo hanno preferito non partecipare più, oppure mi hanno detto subito sì poi hanno cambiato poco tempo dopo idea e così via.

Alcuni hanno proprio detto di no fin dall’inizio perché non interessati, ma è anche giusto così, ognuno giustamente sceglie liberamente a quali progetti aderire o meno.

Ecco, diciamo cose di questo tipo. Ci sono stati anche dei casi di persone che mi hanno rilasciato l’intervista ma poi, siccome per qualche motivo si sono rotti i rapporti, non ne ho inserito il materiale per evitare eventuali problemi (non si sa mai e giustamente le persone devono dare il loro consenso per la pubblicazione).

Un altro discorso, magari, è il post-pubblicazione. Ovviamente so di persone che non sono state contente che nel libro apparisse l’intervista di qualche altro esponente neopagano (magari di cui non condividono il pensiero) ma credo sia normale. Ognuno di noi ha un modo di pensare diverso e le mie scelte editoriali (legate alla mia etica personale) possono piacere o non piacere, è più che giusto che sia così…lo comprendo benissimo.

  1. Diverse sono le correnti che si affacciano su questo vastissimo panorama, tu dove ti collocheresti?

A livello spirituale senz’altro la mia pratica è stata ed è tutt’ora molto influenzata dalla Wicca (vissuta soprattutto da praticante solitaria ed eclettica, per quanto abbia anche praticato più volte in gruppo) e dallo sciamanesimo, poiché pratico meditazioni che molto ricordano il viaggio sciamanico. Per il resto, sono da sempre profondamente animista (fin da quando ero piccola, ma solo da adulta ho compreso che questo modo di sentire si definisse così). Mi definisco eclettica in quanto nelle mie meditazioni appaiono spesso figure provenienti da diversi pantheon (senza che io le cerchi), non da uno solo specifico, comunque si tratta soprattutto di divinità del mondo egizio, greco, nordico e celtico (ma non solo). Ho un forte legame con alcune divinità nello specifico, una di queste è Atena. Non saprei come definirmi, essendo il mio percorso neopagano molto personale e non collocabile all’interno di un’unica tradizione. Nel mio viaggio in questa realtà ho anche potuto vivere sulla mia pelle altre esperienze spirituali, ma direi che la mia pratica costante è quella soprattutto legata alle meditazioni sciamaniche. Oltre a questo, senz’altro per me hanno una grande importanza i Sogni e il mondo degli Spiriti (gli Antenati), per diverse esperienze che vivo fin da quando ero bambina. E l’arte mi aiuta a rappresentare, talvolta, le mie meditazioni e i miei sogni. Un altro punto è l’etica. Non farei mai del male agli altri (per lo meno non volontariamente!), per cui questo è uno dei cardini della mia via: non potrei mai praticare qualcosa che possa fare del male volutamente ad altri esseri viventi.

  1. Voci Pagane ha riscontrato grande successo soprattutto tra i pagani, non è mancato però chi ha voluto strumentalizzare il tuo bellissimo lavoro per gettare fango su questa incompresa filosofia di vita. Ti andrebbe di approfittarne per spendere qualche parola in proposito?

Le strumentalizzazioni si rischiano sempre, tutto sta nell’occhio di chi guarda, soprattutto la malizia. Ci saranno sempre persone che vogliono vedere il marcio dove non c’è. All’inizio ci sono stata male, ma ora comprendo che queste cose possano avvenire in qualsiasi ambito. Esistono persone che hanno un tale ego e una tale insicurezza che hanno bisogno di gettare fango sugli altri per sentirsi grandi e forti, tutto qui. Io non posso impedire che ciò avvenga, posso giusto cercare di fare il più possibile informazione sul progetto in questione e sulle associazioni che ne fanno parte, posso cercare di far capire alle persone che il neopaganesimo non è qualcosa di cui aver paura, ma un mondo da esplorare e conoscere.

Ovviamente, come in tutti gli ambiti umani, vi saranno persone corrette e persone meno corrette, persone di cui fidarsi e persone di cui non fidarsi, ma è normale.

Posso solo dire che “Voci Pagane” può essere un modo ulteriore – né l’unico, né il migliore, ma uno dei tanti modi  – per conoscere meglio il pensiero di chi porta avanti associazioni, riviste ecc. nel mondo pagano/neopagano italiano. Tutto qui. Spero che in questo possa avere una sua utilità. Al lettore starà giudicare se e cosa di questo progetto gli possa piacere, interessare o meno. Io metto semplicemente a disposizione del pubblico le informazioni che ho raccolto e le testimonianze che gentilmente le persone mi hanno concesso, cosa per cui sono molto grata (perché so che hanno dovuto impiegare il proprio tempo e la propria attenzione per farlo).

  1. Il paganesimo in Italia non è sempre visto di buon occhio, a cosa credi sia dovuta questa cattiva reputazione?

Credo che il motivo sia la disinformazione e la voglia, spesso, da parte dei mass media, di fare “scoop” là dove non ce ne sono per attirare l’attenzione della gente, la sua morbosità, per vendere più giornali grazie ai titoloni e alle foto con simboli che per le persone che non se ne intendono ovviamente appaiono come qualcosa di pauroso e oscuro.

Quanto attira un bel titolone del tipo “Satanisti ammazzano il tal dei tali” con un bel pentacolone al centro, con un pendolino, cristalli, robe che non c’entrano nulla con il satanismo e magari con un bel Kernunnos (povero..) con le sue belle corna in vista che tanto ricorda al praticante di Cristianesimo il suo Diavolo? Eh, questo sì che fa vendere…

E quanto attira la morbosità della gente fare un video per la tv in cui si parla di Neopaganesimo con delle donnine nude che girano un bel pentolone invocando il nome di Satana (anche se non c’entra un bel nulla!) nel buio della notte? Insomma, parliamone..

Credo ovviamente che ci sia di mezzo anche il fattore legato alla cultura e alla religione cosiddetta dominante (che poi, la sarà ancora davvero…?) che ovviamente ha timore di vedersi portare via i fedeli da nuove forme di religione e di spiritualità e che quindi deve demonizzare tutto ciò che non fa parte del proprio ambito di azione.

E’ politica. Ed è marketing. Io getto fango su di te così mi faccio bello alla faccia tua e la gente viene da me… è sempre stato così, fa parte della storia dell’uomo demonizzare una cosa scomoda per ottenere potere attraverso la paura instillata nelle persone.  

  1. Oltre a essere autrice di questi due volumi sei anche co-autrice del libro “Upui. L’Arte della strega”. Cosa puoi dirci a riguardo?

 “Upui. L’Arte della strega” (2009) è un progetto che ho amato tanto e tutt’ora amo moltissimo, poiché tratta dell’arte esoterica e stregonesca di Nicolò Mulè, ovvero la Strega Upui. E’ un libro che mi ha fatta dannare e ammazzare di lavoro (così come ha fatto impazzire di lavoro anche l’editore), che ha avuto tante strane vicende e traversie che hanno quasi del paranormale, legato anche a dei sogni che ho fatto e nato grazie ad un lavoro di collaborazione con Andrea Armati, l’altro co-curatore (fondatore della casa editrice Eleusi di Perugia) e Nicolò stesso.

Si tratta di un libro piuttosto originale dal punto di vista editoriale, in quanto Andrea – che ha curato anche gli aspetti grafici – ha pensato di ispirarsi agli antichi grimori rinascimentali decorando, quindi, ogni pagina, con disegni estrapolati dagli schemi di pratica della strega Upui.

Un’impostazione che ovviamente ha fatto storcere il naso a qualche esoterista tradizionale, abituato a certi libri sobri e non molto curati graficamente, essendo invece questo un libro ridondante di immagini (un po’ barocco, forse), e che proprio per questo motivo è senz’altro una pubblicazione molto originale se non unica nel suo genere.

Il libro parte presentando la biografia dell’autore, a cura di Andrea Armati, poi si dipana tra le pagine che riassumono alcuni ricordi sulla vita di Gualina Stabiosa (che sarebbe poi la Strega Upui) nel ‘500 (si tratta, fondamentalmente, di ricordi di una vita precedente di Nicolò come donna, per quanto lui non abbia mai preteso di essere creduto) che ho curato basandomi su alcuni scritti di Nicolò; poi si passa ai capitoli in cui ho elencato personalmente i simboli ricorrenti delle opere di Upui esaminando tantissime sue opere e portandone diversi esempi al lettore, per poi finire con una ricca appendice di sogni e visioni di Nicolò che hanno dato origine ai suoi schemi.

Schemi che trovo meravigliosi, a metà via tra la magia cerimoniale, ricchi di alfabeti diversi (isiaco, tebano, alfabeti personali ecc.) e il fumetto (e non lo dico in senso negativo, anzi!), ricchi di immagini di streghe sinuose, Dee misteriose e simpatici spiritelli artisti. Insomma, a mio parere è una chicca per gli appassionati di arte esoterica, ben 300 pagine tutte illustrate dalla mano della magica strega Upui.  

  1. La tua formazione è prettamente artistica, sappiamo che ti cimenti non solo con la scrittura ma anche con la scultura, la pittura e l’hand-made. Come nasce questa tua passione? Di cosa ti occupi più nel dettaglio?

Tutte queste passioni sono nate quando ero bambina, sia per quanto riguarda la scrittura che la pittura e il resto.

Da piccola, ad esempio, scrivevo tanti racconti (ho iniziato con i gialli e con il fantasy), poi ho provato anche con un romanzo, che però non ho mai completato, perché lo sentivo immaturo e quindi è rimasto per sempre in un cassetto. Scrivevo anche molte poesie da ragazzina, ma all’epoca avevo una tendenza molto decadente, amavo i poeti maledetti ed ero una persona molto chiusa e solitaria…insomma, quelle che scrivevo io erano robe un po’ da adolescenti che vivono in un loro mondo, sentendosi incompresi. Però poi crescendo ho optato per una scrittura più di cronaca, se vogliamo, più legato alla realtà e al mondo che mi circonda. Amo la figura del cronista, di colui che rende possibile, nel futuro, andare a rileggere cosa è accaduto nel passato. Non so perché, ma è così.

Mi piace scrivere dei cambiamenti che vive il mondo circostante, ecco perché mi occupo di nuove spiritualità e di artisti esoterici contemporanei. Mi piace lasciare traccia delle evoluzioni antropologiche e sociologiche che vedo attorno a me, ovviamente nel mio piccolo e con tutti i miei limiti.

Per quanto riguarda la pittura, anche quella mi accompagna da quando ero piccola. Passavo pomeriggi interi a disegnare e dipingere, ho ancora delle foto di me bambina con il viso un po’ sporco di colore (mi piace molto sporcarmi col colore, lo trovo liberatorio). Inoltre, ammetto di aver avuto nella prima infanzia, accanto a me, un amico molto speciale a cui ero molto legata che disegnava davvero tanto bene, così tanto che ora è un bravissimo artista. Avrei voluto essere come lui, ma purtroppo geni si nasce, non si diventa!

Quando sono andata all’istituto d’arte mi sono resa conto di essere bravina, sì, ma non di certo un genio della tecnica artistica. Così per un certo periodo della mia vita mi sono autocensurata, ho evitato di dipingere perché temevo di non esserne all’altezza. Poi ad un certo punto sono esplosa e ho capito che non mi doveva importare il risultato, quanto il piacere di dipingere, perché mi piace proprio fisicamente, sono felice davvero solo quando dipingo. E così faccio ora. Dipingo per me, per stare bene con me stessa, fondamentalmente applico il concetto di arte terapia. In questo mi ha aiutata molto anche l’esperienza diretta, anche se breve, con Aviva Gold (autrice del libro “Dipingere con la Sorgente”) e un’altra breve esperienza di Gestalt e arte terapia. Non conta il risultato, ma conta il cosa riesco a tirare fuori e a vivere nel momento in cui dipingo.

La fotografia è un altro aspetto ancora. Faccio foto fin da quando ero bambina grazie a mio padre che è sempre stato appassionato di questa disciplina, per cui fin da piccola ho potuto usare Reflex e attrezzi del genere. Non sono una fotografa disciplinata, amo andare ad intuito ed uso la fotografia, spesso, per realizzare still-life di stampo magico-esoterico (ne ho fatti diversi per Labrys) o per fotografare luoghi che mi trasmettano qualcosa di importante. Da alcune di queste foto di luoghi ricchi di simboli, ad esempio, è nato un libricino di Eleusi Edizioni sulla Scarzuola, scritto sempre da Andrea Armati, in cui appaiono diverse mie immagini, sebbene in quella pubblicazione non vi siano le foto rielaborate artisticamente, ma quelle più “normali”. Solitamente mi piace scontornare gli oggetti, progettare delle serie a tema, in cui faccio dialogare le forme con le parole (inni orfici, citazioni esoteriche ecc.).

Per la scultura, lavoro ogni tanto con la creta, anche se mi piacerebbe farlo più spesso (mi piacerebbe anche realizzare, prima o poi, degli assemblaggi di materiali diversi); lavoro anche con il pirografo e anche con altre tecniche; di recente, ad esempio, avevo ricominciato a fare incisioni su linoleum e spero di completare qualcuno anche di questi lavori.

Le tematiche sono sempre quelle di cui ho parlato all’inizio: immagini di divinità, archetipi, simboli, immagini tratte da libri antichi di alchimia e cose di questo genere.

Per chi volesse dare un’occhiata a ciò che realizzo, lascio il mio sito che aggiorno periodicamente: http://www.sarahdeglispiriti.com; la pagina Facebook collegata è questa: https://www.facebook.com/pages/Sarah-Degli-Spiriti/271053849667970?fref=ts

  1. Scrittrice, pittrice, scultrice e redattrice di diverse riviste on-line dedicate alla spiritualità, alle divinità e alle antiche arti magiche. Spiegheresti meglio ai nostri lettori di cosa si tratta?

Semplicemente, nel 2004 ho sentito l’esigenza di raccogliere alcuni articoli che all’epoca avevo scritto su alcuni simboli ed alcuni temi legati al paganesimo e dare vita ad una piccola rivista, Labrys (www.rivistalabrys.it), nata prima come quaderno amatoriale e poi registrata nel 2006 presso il tribunale di Reggio Emilia. Gli argomenti trattati sono sempre stati esoterismo, neopaganesimo e paganesimo, simbologia, antropologia, archeologia, nuove e antiche spiritualità e argomenti correlati.

All’inizio, la rivista usciva per ogni Sabba, poi ho dovuto rallentare per motivi di tempo. Ora Labrys  – che è diventata la rivista della nostra associazione, Artès – esce molto raramente, ma perché davvero tra Artès, i libri da scrivere e la mia vita privata, ho sempre meno tempo per seguirla con costanza. Non penso comunque di abbandonarla, solo penso di evolverla in modo diverso in futuro. Oltre a questo, ci sarebbe anche il sito La Legge di Maat (www.laleggedimaat.net) – dedicato alla spiritualità egizia ma anche al Paganesimo e all’esoterismo – a cui sto lavorando, anche se lentamente, per migliorarlo dal punto di vista della gestione, perché così com’è ora è scomodissimo, essendo tutto in html. Così ora lo sto sistemando con il sistema di Joomla per rendere più semplice l’inserimento degli articoli. Ma anche questo sito richiede tempo, cosa che ora scarseggia sempre più. Pian piano lo riprenderò in mano e spero di poterlo sviluppare come vorrei. Per integrare entrambi, ho poi dato vita al canale You Tube “Atlantis” (http://www.youtube.com/figliadiAtlante) che si prefigge di presentare on-line brevi documentari, interviste, recensioni e notizie riguardanti mitologia, antropologia, archeologia, simbologia, esoterismo, antiche e nuove spiritualità ed argomenti correlati.

Per il resto, ho avuto modo di collaborare anche con altri siti e riviste, negli anni, sia di cultura che legati proprio al neopaganesimo e all’esoterismo e trovo che siano tutte belle esperienze da ricordare.

10. Sei anche presidente dell’associazione culturale Artès. Ci racconteresti qualcosa in più a proposito?

Artès (acronimo di Arte, esoterismo e spiritualità) nasce nel Febbraio 2009 grazie alla sottoscritta, che ne è presidente, grazie a Liliana Zampella (vicepresidente) e Gianluca Bernini (segretario – tesoriere).

Ti lascio alcune righe che ne descrivono gli scopi, tratte dal sito dell’associazione:

“E’un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro, fondata in provincia di Reggio Emilia […] che si propone di organizzare eventi e attività che pongano al centro di tutto la spiritualità ed il mondo interiore dell’artista e, più in generale, dell’uomo. Artès vorrebbe offrire all’arte legata al mondo dell’invisibile un’opportunità in più per farsi conoscere. Ecco quindi una predilezione per tutto ciò che riprende il mondo dei simboli, della mitologia, dell’esoterismo ma anche richiami all’antropologia e quindi alle culture antiche fino a spaziare alle forme artistiche contemporanee che si ispirano al mondo dello Spirito e dell’Anima in tutte le sue molteplici forme.

In questo senso, ogni forma di espressione è ben accetta: che siano arti visive e arti plastiche (pittura, scultura, fotografia, grafica, installazioni ecc.), scrittura (saggistica, narrativa, poesia), teatro e tutto ciò che ci porti ad esternare ciò che abbiamo dentro. Questo anche attraverso laboratori, seminari e incontri che ci possano aiutare a crescere insieme, a stare meglio con noi stessi e con gli altri.”

Artès è nata soprattutto dalla mia intenzione di far rivivere un po’ l’idea di Joséphin Péladan, esoterista rosacrociano di fine ‘800, che diede vita negli anni ’90 di quel secolo ai “Salon de la Rose+Croix”, mostre che diedero un forte impulso all’arte simbolista francese, ricca di riferimenti all’esoterismo (e a cui mi sono ispirata per dare il nome delle mostre collettive di Artès, ovvero i “Salon de la Chouette”, i “Saloni della Civetta”).  

Dal 2009 ad oggi abbiamo realizzato alcune cose, ovvero:

-presentazioni di libri, anche in collaborazione con altre realtà (presentazioni di “Upui. L’arte della Strega”, dei libri di Liliana Zampella ovvero “L’Archiatra” e “Il Canto del Bisonte Bianco”, “Voci Pagane” di Sarah Bernini, “Eschilo, Sofocle, Euripide. Tutte le Tragedie” a cura di Angelo Tonelli);

-Conferenze (“In herbis Salus – Nelle erbe la salute”, conferenza sull’erboristeria tenuta dalla Dott.ssa Pipitone);

-Stage teorici – pratici (“L’aromaterapia e gli olii essenziali” a cura della Dott.ssa Pipitone);

-Mostre personali e collettive (mostra fotografica di Gianluca Bernini “Del colore, della forma e di altre visioni”, mostra di Sarah e Gianluca Bernini, “Panta Rei. Tutto scorre”, prima e seconda edizione del “I° Salon de la Choutte” e “II° Salon de la Chouette”, mostra di Andrea Armati e di Arthea “Ermetika”, mostra di Sarah e Gianluca Bernini “Echolalia”, mostra personale di Donadella Casolari “Sono quantica”, mostra fotografica di Sarah Bernini “Onirika – La Scarzuola”);

-Abbiamo preso parte ad eventi esterni (“Estarte2009”, “Esoterika 2010 e2011”, “Fuochi di Beltane2010”, “B-Days” 2009, 2010, 2012);

-Celebrazioni (Commemorazione del Giorno Pagano Europeo della Memoria2011 aMilano organizzato con Sator ws, Giorno Pagano Europeo della Memoria2012 aBologna organizzato con Pimalaya, Pagan Reading di Torino, La Corte delle Fate);

-Raccolte di mail-art esoterica e di stampo pagano (Esomail I^, II^ e III^ edizione, Pagan Mail 2012 dedicata al GPEM);

-Concorsi (concorso di cortometraggi “Gli Dèi e la modernità” realizzato con Pimalaya, purtroppo non andato a buon fine per mancanza di partecipazione);

-Visite guidate (Progetto “Memorie Storiche” realizzato con l’associazione Italus di Roma, ovvero visita guidata ad Ostia Antica, Visita guidata a Villa Adriana a Tivoli, visita al museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma e Pagan Land 2012);

-Manifestazioni: rivista Labrys e Artès hanno partecipato alla manifestazione a Roma (16 Giugno 2012) contro Green Hill e contro la vivisezione.

-Pubblicazioni: abbiamo realizzato, oltre alla prima edizione di “Voci Pagane I” (ristampato da Anguana Edizioni), i seguenti libri: “L’Archiatra” vol. IV di Liliana Zampella (ne distribuiamo e stampiamo anche il II° e III° volume, comunque, anche se nati prima di Artès, mentre il primo volume è stato pubblicato con una casa editrice di Firenze ma ne abbiamo da parte un po’ di copie), “Il Canto del Bisonte Bianco”, “La Legge di Maat” e “La Porta del Sole” sempre di Liliana Zampella. Oltre a questo, ho curato personalmente per l’associazione il catalogo della I^ e II^ edizione di “Esomail”, la mail-art esoterica, che si può scaricare gratuitamente dal sito di Artès.

Oltre a questo, l’associazione ha partecipato anche ad altre iniziative come il Questionario neopagano e la Petizione neopagana (entrambi realizzati con Pimalaya e associazione Italus), ha aderito al gemellaggio tra le riviste Pimalaya, Artemisia, Labrys e appoggia idealmente diversi progetti dell’associazione Italus di Roma.

Per il 2013 sono già previsti sia presentazioni di libri sia altri eventi collegati al progetto “Memorie Storiche”, poi il calendario si arricchirà durante l’anno. Per restare informati sull’associazione: www.artesassociazione.org

  1. Cosa prevede il futuro per Sarah?

E’ una bella domanda, non saprei dire. Credo che continuerò a portare avanti i miei progetti editoriali ed artistici perché è ciò che mi piace fare. A breve dovrebbe uscire presso Anguana Edizioni un libro di Andrea Romanazzi sullo sciamanesimo afro-amerindio in cui appariranno anche delle mie illustrazioni, per la precisione dei sigilli che ho disegnato appositamente; poi sto scrivendo un mini saggio sempre per Anguana e dovrò finire il terzo volume di Voci Pagane. Finiti questi progetti, mi metterò a lavorare ad altro, ho diverse idee in testa, ma preferisco focalizzarmi su una cosa per volta, per cui poi si vedrà..

Grazie ancora per questa chiacchierata, ve ne sono molto grata!

Vi auguro con tutto il cuore il meglio per Il Flauto di Pan! 

(24 gennaio 2013)

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Nuovo articolo riguardante “Voci Pagane” vol. I – Intervista rilasciata in occasione della presentazione di “Voci Pagane” vol. I a Sossano (VI) – 29 Marzo 2012


Nell’articolo in questione, le mie parole sono state parecchio stravolte (vi si trovano espressioni che non userei mai..) e anche tutto il discorso che è stato fatto su come si sia evoluto il neopaganesimo e sulle diverse tradizioni e associazioni che esistono è stato parecchio tagliato (tutto qui viene ricondotto al paganesimo romano come se vi fosse solo quello), ma essendo un articolo che parla dei neopagani in senso positivo ritengo che sia già tanto; è importante che i giornalisti – che magari non conoscono molto l’argomento – si dimostrino comunque aperti a questa realtà ancora poco conosciuta in Italia.
Quindi..buona lettura!

Sarah Bernini

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Articolo “La carica dei giovani neopagani”

Ciao a tutti,
vi lascio di seguito un articolo apparso su Il giornale di Vicenza riguardo “Voci Pagane” ed il Neopaganesimo. Per quanto vi siano alcune piccole imprecisioni (tipo il nome di Brigit scritto Brigitte, il fatto che il neopaganesimo nasca con il movimento femminile – mentre io ho spiegato tutto il percorso della Wicca da Gardner in poi parlando anche del movimenti successivi degli anni ’60 e ’70 e cosine così), devo dire che il giornalista che ha scritto l’articolo, il Sig. Garon – che non conosceva nulla dell’argomento – è stato davvero aperto, obiettivo e senza pregiudizi.  Per questo lo ringrazio e ne apprezzo profondamente il lavoro. L’articolo che ne è uscito è positivo verso il Neopaganesimo e questo per me significa molto.
Se avete due minuti per leggerlo, ritengo che sia un passo avanti nei rapporti tra Neopaganesimo e mass media.
Riporto comunque di seguito il testo.
Buon proseguimento.
Sarah
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La carica dei giovani neopagani
COSTUME. La presentazione di un libro a Sossano apre uno squarcio su nuove forme di spiritualità contemporanea
Il druidismo è la prima pratica L’autrice Bernini: «Tutto ciò che mi circonda rende sacra la quotidianità». Oltre 300 gli iscritti
26/02/2012
Sgombriamo il campo da interpretazioni ambigue: “Voci Pagane”, il titolo del libro presentato a Sossano, non è un’opera di storia o letteratura, ma una raccolta di esperienze e interviste sull’ancora sconosciuto e per certi versi misterioso mondo del neo paganesimo in Italia. La casa editrice è la Anguana Edizioni diretta da Monica Ferrari, medico di professione, “autoctona di Sossano” (la definizione è sua) e qui ha posto la sede dell’iniziativa editoriale. Può sembrare anacronistico un libro sul neopaganesimo, ma la Ferrari replica: «Le anguane, da cui il nome della casa editrice, erano entità fatate, magiche, diffuse in tutto il nord. C’è un recupero di antiche radici, una visione spirituale costante di tante tradizioni che si perdono e il neopaganesimo riscopre gli antichi valori, si rifà ai culti pre-cristiani in versione moderna». Viene spiegata la differenza tra paganesimo, parola che è stata utilizzata per definire in modo spregiativo le religioni non monoteiste, e neopaganesimo che rappresenta una spiritualità da antiche radici ma in versione moderna. Ricordate i tempi della contestazione? “Tremate, tremate, le streghe son tornate!” gridavano le femministe. Sembra che proprio da quelle contestazioni siano nate le prime aggregazioni spirituali che si ispiravano al mondo pagano e al culto della terra e della magia. E dopo questa precisazione arriviamo all’autrice del libro “Voci Pagane”: giovane e carina, elegante e spigliata, Sarah Bernini non incarna certamente il ruolo di strega o di befana. Diplomata alla scuola d’Arte di Parma e iscritta al corso di Lettere e Filosofia al Dams di Bologna, è artista e fotografa, fondatrice e direttrice della rivista Labrys. È diventata pagana dopo un lungo percorso spirituale fatto di viaggi e studi, poi, con l’aiuto della dea Athena, la dea della conoscenza, ha scoperto il paganesimo con la corrente spirituale Wicca, la più popolare delle religioni neopagane. Con “Voci Pagane” l’autrice intende fare informazione attraverso la presentazione di gruppi, siti internet e interviste a diversi esponenti del mondo neopagano italiano, una realtà che, a quanto sembra, si sta lentamente diffondendo, soprattutto tra i giovani. Che senso ha lasciare la tua religione con un Dio per andare ad una posizione politeista? «Per me è stato come un ritorno a casa – confida Sarah Bernini – una evoluzione, un sentimento istintivo. Il divino è in tutto ciò che mi circonda, essere pagana mi rende sacra la quotidianità». Il tempo, la terra, la natura, la magia vengono celebrati con riti di una tradizione antica: il Samhain, che poi è diventata l’halloween anglosassone, quando il mondo dei vivi e quello dei morti si incontrano, l’Imbolc si festeggia il 2 febbraio ed è la festa della luce legata alla dea Brighitte, il Beltane è l’inno alla fertilità e si celebra la notte tra aprile e maggio, il primo giorno di agosto si venera invece il dio celtico Lugh con la festa del sole e del raccolto. «Non facciamo confusione – precisa Bernini – Il neo-paganesimo non è il mondo delle sette, del satanismo, quelle sono deviazioni, gruppi chiusi dove gli aderenti vengono soggiogati. Il paganesimo è libero, non esistono dogmi, nessuno ti dice cosa devi fare. La nostra è una spiritualità libera, ma di una libertà responsabile, rispettiamo la vita, la natura, per questo molti pagani sono ambientalisti». Un mondo, quello del neo-paganesimo, più diffuso di quanto non si creda nella nostra provincia, dove i gruppi attivi si rifanno principalmente al druidismo celtico, il neodruidismo e si trovano nell’Alto vicentino, in città, ma anche a Sossano, Lonigo, Arzignano. Secondo Francesco Scanagatta dirigente d’azienda di Marostica, uno dei fondatori della Federazione Pagana del Veneto, solo a livello giovanile si possono contare oltre 300 aderenti nella nostra provincia. «È difficile però – puntualizza – fare un censimento, gran parte dei pagani sono autodidatti, praticano in maniera solitaria o in gruppi ristretti». C’è anche una interpretazione del tutto originale sul mondo moderno e la crisi. Precisa infatti Scanagatta: «I conflitti? Il dio Vulcano è sempre lì che lavora. Ma questi sono tempi mercuriali, se riusciamo a vedere il dio Mercurio dentro la nostra tecnologia possiamo convivere ed accettarla meglio». Ma chi sono i nuovi pagani vicentini? Medici, liberi professionisti, insegnanti, operai, commercianti, commessi. «Tutte persone di notevole cultura – precisa Monica Ferrari, titolare della Anguana Editrice – Da non confondere cultura con laurea».
Emilio Garon

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Intervista su Keltoi Radio (1 Febbraio 2012)

A questo link:

http://www.keltoiradio.org/videos.php?lang=ita&canale_id=32&video_id=502

Si potrà vedere ed ascoltare il mio intervento su Keltoi Radio riguardante Voci Pagane I e sul Giorno Pagano Europeo della Memoria che si terrà a Bologna il giorno 24 Febbraio 2012.

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Intervista realizzata per il sito “Spazio Fatato”

Nel Settembre 2010 sono stata contattata dal sito “Spazio Fatato”, poiché la redazione era interessata a recensire il primo volume di “Voci Pagane” per il proprio spazio web.

Successivamente, oltre ad aver recensito il libro in questione e anche un altro che abbiamo pubblicato attraverso Artès, “Il Canto del Bisonte Bianco” di Liliana Zampella, la redazione mi ha dato la possibilità di rispondere ad un’intervista che è stata pubblicata per l’aggiornamento del mese di Dicembre; per questa opportunità li ringrazio moltissimo, anche perché l’intervista non ha subìto tagli ed è stata, quindi, pubblicata in versione integrale.

Il testo si trova in questa pagina:http://www.spaziofatato.net/intervistabernini.htm

Per chi lo volesse leggere, lo riporto anche di seguito.

LE DOMANDE

A-Qualcosa su di te e sui tuoi esordi di scrittrice.

Non c’è molto da dire…anche perché non mi ritengo una scrittrice…è una parolona! Non mi sentirei mai all’altezza di definirmi in questo modo.

Senz’altro ho sempre amato scrivere, fin da piccola. Ho cominciato con i miei diari personali alle elementari (e tuttora continuo a scrivere un diario), poi da ragazzina mi sono spessa divertita ad inventare brevi racconti di vario tipo (dallo stile giallo al fantasy) ma quando ho provato a scrivere un vero e proprio romanzo, l’ho lasciato incompiuto. Fondamentalmente, nel tempo mi sono resa conto che non mi interessa raccontare storie inventate da me, almeno non più; preferisco fare ricerche – più o meno estese – di stampo giornalistico e saggistico su alcuni fenomeni di tipo spirituale che avvengono nel mondo che ci circonda.

Adoro raccogliere materiale riguardante temi come il neopaganesimo, l’esoterismo, l’arte esoterica e argomenti affini che spaziano dal mondo antico al mondo contemporaneo, quello in cui ci muoviamo ogni giorno e che è in costante cambiamento.

Ho sempre amato molto le figure dei cronisti, coloro i quali ci hanno lasciato testimonianza del proprio tempo e su cui spesso ci basiamo per le ricerche riguardanti il passato, divenendo le nostre fonti, dei ponti verso un altro periodo storico. Per quanto non si possa mai essere abbastanza obiettivi nei confronti del mondo in cui si vive – per motivi personali e quindi per esperienze puramente soggettive – mi è sempre piaciuta l’idea di mettersi in gioco per raccontare con i propri occhi cosa stia avvenendo nella realtà circostante, per aiutare anche altre persone a prendere visione di qualche fenomeno che magari non hanno mai preso in considerazione per motivi di mancanza di tempo e di possibilità di fermarsi a riflettervi.

Mi piace tantissimo anche intervistare persone che vivono o hanno vissuto esperienze particolari o comunque legate a questi temi. Ascoltare ciò che altri hanno sperimentato e provato mi incuriosisce sempre molto, si scoprono sempre cose nuove..lo trovo arricchente dal punto di vista personale…si possono trarre nuove informazioni, confrontare idee e crearne di nuove. E’ stimolante.

Forse anche per questi motivi, nel 2004 ho fondato Labrys, la piccola rivista che dirigo e che stampo in autoproduzione (attualmente è pubblicata attraverso l’associazione Artès, di cui sono presidente). Dopo alcune esperienze con giornali e riviste di cultura ed economia locale, ho voluto fondare un giornale un po’ diverso dal solito che non seguisse battute e  spazi predefiniti dalla grafica, ma che anzi ospitasse delle piccole tesine, delle ricerche più lunghe su argomenti come mitologia, antropologia, archeologia, esoterismo, antiche e nuove spiritualità; quindi una rivista che affrontasse i temi anche del paganesimo antico come di quello contemporaneo.

Non è mai facile valutare una realtà in continuo cambiamento – è forse un po’ più semplice esaminare una realtà passata, ormai immutabile – però è una bella sfida che ci porta a cercare di analizzare tanti aspetti della vita umana in modo abbastanza critico, per capire non solo da dove proveniamo ma anche verso quale direzione stiamo andando.

Nella rivista ho sempre cercato di inserire ricerche – non solo mie ma anche di diversi collaboratori, in quanto più voci si ascoltano e più è vario e vasto il campo dello studio – e interviste a personalità del movimento neopagano per cercare di conoscerlo meglio attraverso gli occhi di chi lo vive attivamente organizzando eventi, scrivendo libri ecc.

Da Labrys si sono poi sviluppate altre realtà. Nel 2009 è stato pubblicato da Eleusi Edizioni (Perugia) “Upui. L’arte della Strega”, libro di cui sono co-curatrice con Andrea Armati, saggista ed editore, e che tratta la biografia e una parte delle esperienze spirituali di Nicolò Mulè (in Arte Upui, appunto), artista esoterico e praticante neopagano che trovo davvero molto originale e affascinante. Anche in questo caso, ho sentito l’esigenza di intervistarlo e di sentire cosa avesse da dire riguardo la sua arte e la sua pratica attraverso una serie di questionari, oltre ad aver cercato di spiegare i simboli maggiormente ricorrenti nelle sue opere.

Poi, sempre nello stesso anno, ho pensato di mettere su carta un progetto che avevo da tempo, sempre legato alla rivista, e ho cominciato a lavorare a “Voci Pagane”, il cui primo volume è stato pubblicato quest’anno, nel 2010, sempre attraverso Artès.

B- Come ti è venuta l’idea di scrivere questo libro, autoproducendotelo, e di che cosa parla.

Il libro è nato da diverse esigenze. La prima è legata a Labrys. Da tempo pensavo di realizzare qualche raccolta di articoli apparsi in questi anni all’interno della rivista, magari divisi per tematiche.

Inoltre, siccome fin dai primi numeri usciti – cioè quando Labrys era semplicemente un quaderno amatoriale – ho pubblicato interviste a personaggi legati al neopaganesimo italiano, ho pensato che sarebbe stata una bella idea quella di fare una raccolta specifica dedicata a questi articoli. Però, ripensando al materiale, mi sono detta che sarebbe stato poco per realizzare un libro che avesse un senso compiuto. In più, nel frattempo – precisamente nel 2009 – è nato il progetto Sphera grazie all’associazione Quercia Bianca. L’idea è quella di creare una rete di collaborazioni tra le diverse realtà neopagane italiane. Così, avendo inserito Labrys tra i soggetti che aderiscono a Sphera, ad un certo punto ho lanciato la proposta di realizzare un ciclo di interviste riguardanti chi partecipa a questo progetto (che inizialmente avrei voluto pubblicare sulla rivista) e da lì mi si è ancora di più concretizzata l’idea di farne una pubblicazione apposita a parte. Ma poi ho pensato che non fosse un lavoro abbastanza completo: il neopaganesimo è costituito anche dalle realtà che per un motivo o per un altro non rientrano nel progetto di Quercia Bianca. E così ho cercato di contattare più persone possibili: autori singoli, fondatori di siti web, di riviste, associazioni e gruppi spontanei che in questi anni abbiano dato il proprio contributo al paganesimo e al neopaganesimo in Italia.

Molti hanno risposto, altri no per diversi motivi..senz’altro il libro non ha la pretesa di rappresentare in toto questo mondo: è un ambiente  ricco e complesso, e chissà quante altre realtà esistono in Italia che non ho contattato per mia ignoranza! Io sono riuscita a contattare tot persone, ma questo non significa che non ce ne siano altrettante che non conosco e che lavorano allo stesso modo per il movimento pagano e neopagano.

Comunque diciamo che l’idea è quella di ascoltare in prima persona chi si sta mobilitando per far sì che la rinascita del paganesimo avvenga anche nel nostro paese, dando un’ informazione che sia il più possibile corretta a riguardo…credo che ascoltare le persone e le loro esperienze possa aiutare a comprendere il lavoro che sta dietro a tutto questo.

Poi starà ai lettori giudicare cosa sia per loro interessante e utile e cosa no, ma il compito che mi sono data è quello di ascoltare più persone possibili, senza pregiudizi, e di riportare ai lettori il materiale raccolto senza censure e tagli.

Anche per questo motivo ho scelto di autoprodurlo: siccome mi è stato detto che probabilmente una parte del materiale non sarebbe stato facilmente pubblicato da un editore (non solo per la quantità, ma anche per il fatto che mentre certe persone hanno dato risposte molto approfondite, altre non sono state così attente nel rispondere) ho pensato che la cosa migliore fosse pubblicare tutto da sola attraverso l’associazione di cui sono presidente, Artès, in modo tale da poter proporre tutto ciò che ho raccolto senza che qualcuno mi dicesse cosa tenere e cosa buttare. Ripeto, starà ai lettori giudicare.

Inoltre, in questo modo tutte le vendite andranno all’associazione, quindi serviranno solo a finanziarne le attività. Non è, quindi, una pubblicazione a scopo di lucro, ma realizzata per puro amore della divulgazione di queste testimonianze raccolte nel tempo: vi si trovano infatti  interviste di diversi anni fa apparse su Labrys, come interviste più recenti realizzate in questo ultimo anno di lavoro appositamete per questo progetto.

C- Come vivi la tua spiritualità (parlaci del Paganesimo, se vuoi).

Sono una persona fortunata, posso vivere la mia spiritualità alla luce del giorno in quanto ho una famiglia che non mi ha mai giudicata. Per quanto i miei genitori abbiano ricevuto un’educazione di tipo cattolico – come l’ho ricevuta anche io fino ai 12-13 anni – fin da quando ho cominciato ad interessarmi in modo più costante all’esoterismo alle medie (per quanto non praticassi) mi hanno lasciata fare ma seguendomi e non lasciandomi mai sola. E’ cominciato tutto quando a 6 anni mi portarono in Francia in un viaggio legato al percorso seguito dal libro “Il Santo Graal” di Baigent, Lincoln e Leigh (quello da cui poi Dan Brown ha tratto ispirazione per il “Codice da Vinci”). Da quel momento il ciclo arturiano, Avalon, il celtismo ecc. sono entrati nella mia vita inconsciamente, una cosa che poi si è manifestata in diverse letture all’epoca appunto delle medie. I miei genitori mi hanno sempre accompagnata a conferenze ecc. e hanno sempre saputo cosa leggevo. Il mio percorso è stato piuttosto tortuoso e difficile a causa di una lunga e profonda crisi spirituale che mi ha allontanata definitivamente dal Cristianesimo durante l’asolescenza, facendomi sentire a lungo “senza Dio” (causando in me una profonda infelicità, avendo sempre avuto fin da bambina una forte tendenza al misticismo), fino a quando – dopo un breve periodo di pratica buddista che mi ha aiutata a chiarirmi le idee sulla mia strada – nel ’99 ho letto il libro della Curott (“Il sentiero della Dea”) e mi sono interessata alla Wicca e al Neopaganesimo. Quando poi ho iniziato a praticare il mio percorso a circa 19 anni grazie ad una cara amica, fidandosi delle mie scelte la mia famiglia non si è mai opposta, per quanto all’inizio mio padre non fosse proprio tranquillissimo..ma vedendo che non nascondevo nulla, che facevo tutto alla luce del sole – e, soprattutto, che non danneggiavo né me stessa né altri e anzi ero molto più serena – i miei si sono fidati e quindi vivo la mia spiritualità neopagana tranquillamente. I miei amici sanno cosa pratico e non ho mai nascosto loro il mio modo di vivere. E’ ovvio che non lo vada a sbandierare in giro alla prima persona che incontro, ma ammetto di non essere neppure una persona che faccia qualcosa per evitare che si sappia come la penso. Sarebbe ora che anche il nostro percorso venisse visto come qualcosa di naturale che nulla ha da nascondere. Poi che esista il concetto di “segreto” inteso in senso iniziatico è un’altra questione, ma poter dire liberamente quale tipo di spiritualità si pratica senza scandalizzare nessuno dovrebbe essere un diritto di tutti, soprattutto quando si tratta di pratiche costruttive e non distruttive.

Proprio per questa mia trasparenza, non ho mai riscontrato nessun problema neppure all’interno delle mie relazioni sentimentali: avendo sempre detto fin dall’inizio come la pensavo e cosa praticavo, non ci sono mai stati segreti o fraintendimenti e questo credo sia già un buon punto di partenza in qualsiasi relazione.

Per il resto: seguo le 8 Feste dell’anno (le 4 feste del fuoco celtiche oltre a Solstizi ed Equinozi) e, se ne ho la possibilità, le lunazioni; lavoro soprattutto a livello di meditazioni e visualizzazioni, anche se talvolta mi piace celebrare anche con rituali più “formali” (esteriori), ma è una cosa più rara rispetto al passato. Do una grande importanza ai sogni e all’arte come forma di percorso spirituale (soprattutto la pittura); inoltre, per me è molto imporante il rapporto con l’Altromondo, con gli Avi…Ritengo che non ci sia una vera frattura tra mondo dei vivi e dei defunti, ma che siano energie in continua connessione, che si sfiorano di continuo, per questo provo una forte attrazione per lo Sciamanesimo che mi sembra abbia una visione più “fluida” delle energie rispetto ad altri percorsi. Sono un’eclettica solitaria, non ho un pantheon fisso, sebbene alcune divinità siano ricorrenti nelle mie meditazioni, ma solitamente mi lascio andare al momento in cui sono nel cerchio..non definisco a priori cosa farò quando sono nello spazio rituale, ciò che conta è la connessione con gli Elementi, lo Spirito e le Divinità che si presentano nelle mie meditazioni in quel preciso istante.

Però questa è solo il mio percorso..non intendo dire che questo sia IL paganesimo o il neopaganesimo…è il mio modo di viverlo, tutto qui.

D-Scrittori preferiti o ai quali ti ispiri.

Per la verità non mi ispiro a nessuno…proprio perché non sono una scrittrice…Sono solo una persona curiosa che cerca di approfondire alcuni argomenti, ma lo ammetto, non faccio una ricerca di tipo stilistico. Mi piace scrivere in modo piuttosto semplice e, spero, non troppo pedante.

Comunque tra i miei autori preferiti posso citare, per la narrativa, Oscar Wilde, Marion Zimmer Bradley e Jeanette Winterson…per la saggistica, Robert Graves. Ma chissà quanti altri ne sto dimenticando..diciamo che questi sono i primi che mi vengono in mente in questo momento.

E- Progetti per il futuro.

Questa domanda è problematica…scoperchia un vero vaso di Pandora!! Ho troppe idee per la testa, non so neppure io quante…davvero tante…senz’altro una di queste è continuare con Labrys e con Artès..il mio sogno è cercare nuovi spazi per l’arte esoterica..poi mi piacerebbe poter portare avanti la pittura, la fotografia e l’artigianato..fare un bel po’ di ricerche che ho in testa da anni e che mi richiederanno parecchio tempo…ogni giorno me ne viene in mente una nuova..mi ci vorrebbero tantissime vite per tutti i progetti che ho in mente..mi fermo qui, è meglio!!!

Il QUESTIONARIO

1) Sarah in tre aggettivi:

Ansiosa

Creativa

Solitaria

2) Il mio peggior difetto:

L’ansia, l’insicurezza.

3) La mia dote migliore:

L’onestà.

4) Le qualità che preferisco in un uomo:

La dolcezza.

5) Le qualità che preferisco in una donna:

L’autoironia.

6) Quello che apprezzo di più nei miei amici:

L’onestà e la sincerità.

7) Quello che non sopporto nei nemici:

L’acidità e l’invidia.

8) Cosa sognavo di fare da grande:

Tante cose, troppe…ho sempre fatto fatica a focalizzare l’attenzione su una sola cosa…senz’altro qualcosa legato all’arte, che è una delle mie grandi passioni.

9) Il dono di natura che vorrei avere:

La decisione e l’autorevolezza.

10) La mia decisione sbagliata che correggerei, se potessi:

Correggerei la scelta dell’università, probabilmente… avrei fatto meglio a fare altro…qualcosa di più pratico che mi desse la possibilità di sviluppare fin da subito il mio interesse per l’arte e l’artigianato dal punto di vista più lavorativo e meno in senso teorico.

11) La cosa più pazzesca che ho fatto:

…non ho una vita tanto avventurosa, purtroppo…

12) Il capriccio che non mi sono mai tolta:

Non saprei dire, sono abituata all’idea che se posso permettermi qualcosa che mi interessa la faccio, altrimenti sopravvivo benissimo senza e non ci penso nemmeno…quindi, non ho capricci da togliermi, al momento.

13) Cosa sarei capace di fare per sostenere quello in cui credo.

Battermi in prima linea subendone le conseguenze.

14) Che cosa cambierei negli altri se avessi la  bacchetta magica.

Cambiare gli altri? Ma non ci penso nemmeno!!

15) Che cosa cambierei in me se avessi la bacchetta magica.

In questo senso ci sarebbero tante cose su cui lavorare. Prima cosa fra tutte, comunque, l’autostima: avrei bisogno di una buona iniezione di autostima e di capacità decisionale!

16) Il paese dove vorrei vivere.

L’Italia mi piace moltissimo per la sua arte, la sua storia e la sua cultura in generale. Inoltre, ha un territorio molto diversificato e pieno di luoghi magici da scoprire, per questo non la vorrei lasciare. Comunque, se dovessi andarmene per qualche motivo, un paese che mi piacerebbe divenisse la mia seconda casa sarebbe la Francia per diversi motivi…come dicevo, è anche grazie a certi viaggi che ho fatto da bambina (tra i 6 e i 10 anni) in Normandia, Bretagna, Provenza (e non solo) se sono giunta al mio attuale percorso spirituale.

17) Il colore che preferisco.

Il viola.

18) L’animale che preferisco.

Il Gatto (per quanto abbia anche dei cani a cui voglio molto bene e senza i quali la mia vita non sarebbe la stessa!)

19) L’animale che vorrei essere.

Una Civetta, il mio animale sacro per eccellenza fin da quando andai in Francia da bambina, attributo della bella Atena che sento essere la mia divinità tutelare.

20) Il mio passatempo preferito

Dipingere, sopra ogni altro. Purtroppo, ultimamente ho sempre meno tempo per farlo, ma spero di poter ricominciare a praticare la pittura in modo costante appena possibile.

21) Cinque libri da portare su di un’isola deserta.

La Dea Bianca di Robert Graves

Le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley

Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

De Profundis di Oscar Wilde

Il pendolo di Faucault di Umberto Eco

Questi sono tra i primi che mi vengono in mente, ma ce ne sarebbero molti altri.

22) I peccati che mi ispirano maggiore indulgenza.

La gola e l’accidia, direi..

23) I peccati che non riesco a perdonare.

L’ira, l’invidia, la superbia.

24) Il mio motto.

“fatti non foste a viver come bruti

ma per seguir virtute e canoscenza” (Dante)

25) Come vorrei morire.

Sarò banale, ma vorrei morire nel sonno, in pace con me stessa e con le persone importanti della mia vita…vorrei lasciare questo corpo tranquilla, senza rimpianti, sapendo di aver vissuto delle esperienze di crescita in senso umano e spirituale, di aver amato e di essere stata amata. Magari in un bel luogo collinare, circondata da una bella natura, tanto verde e tanti animali…Nulla di più, nulla di meno, senza tante pretese…

Sarah Bernini

Martedì 2 Novembre 2010

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Intervista “Sarah Bernini, una voce pagana”

Di recente sono stata contattata dalla Sig.ra Elena Romanello, giornalista che scrive per la rivista on-line “Nuova società”, per un’intervista riguardante il libro “Voci Pagane – Vol.I”.

L’intervista pubblicata sul sito in questione si trova a questo indirizzo:

http://www.nuovasocieta.it/interviste/9400-sarah-bernini-una-voce-pagana.html [successivamente spostata qui:http://www.nuovasocieta.it/component/content/article/94-interviste/9400-sarah-bernini-una-voce-pagana.html ]

Ringrazio moltissimo la Sig. ra Romanello, oltre che per la sua gentilezza e disponibilità – per avermi dato la possibilità di esprimermi riguardo a certi temi – anche perché ha mantenuto intatti i concetti che volevo esprimere e questo indica davvero una grande serietà.

Ovviamente, per motivi di spazio (cioè per esigenze editoriali del sito), qualche parte dell’intervista è stata accorciata – mantenendo comunque intatti i concetti fondamentali – per cui, se qualcuno volesse leggere l’intervista completa, eccola di seguito.

Intervista a cura di Elena Romanello

1. Come è arrivata ad occuparsi di tematiche pagane?

Sono arrivata ad interessarmi di questi argomenti attraverso un percorso un po’ tortuoso. Diciamo che, grazie ad una serie di viaggi fatti da bambina (dai 6 ai 10 anni) in Francia con i miei genitori, seguendo il percorso descritto dagli autori del libro “Il Santo Graal” (Baigent, Lincoln e Leigh) e girando appunto la Francia un po’ in lungo e in largo, ho avuto il primo “contatto” con il tema del Graal, del ciclo arturiano, delle eresie, del celtismo e delle civiltà megalitiche (tema che ho poi incontrato nuovamente durante un viaggio fatto a circa 11 anni in Inghilterra, quando sono stata anche a Stonehenge). Questi argomenti mi hanno completamente “rapita” nel periodo delle medie, anni in cui ho iniziato a farmi domande sulla mia spiritualità cattolica (che fino a quel momento avevo vissuto in modo convinto) e nell’adolescenza ho vissuto una fortissima crisi spirituale che mi ha portata ad avvicinarmi maggiormente al mondo esoterico. Poi circa a 19 anni, dopo aver letto il libro “Il Sentiero della Dea” della Gran Sacerdotessa Wiccan Phyllis Curott e aver incontrato quella che oggi è una mia cara amica che già praticava la Wicca – e  dopo un breve periodo di pratica buddista che mi ha chiarito le idee sulla mia visione della vita – ho iniziato anche io a praticare la Wicca e a cercare di conoscere meglio il Paganesimo antico e il Neopaganesimo, per poi fondare nel 2004 una piccola rivista autoprodotta, Labrys, che tuttora tratta anche di questi argomenti (ma non solo). Successivamente, ho curato insieme ad Andrea Armati il libro “Upui. L’arte della Strega” edito nel 2009 da Eleusi Edizioni (Perugia), opera riguardante Nicolò Mulè, artista neopagano contemporaneo il cui lavoro trovo essere affascinante. Ed ora sono alle prese con il secondo volume di “Voci Pagane”, la cui prima parte è stata pubblicata nel  2010 da Artès, l’associazione di cui sono presidente e che si interessa di arte esoterica e spirituale.

2. Una presentazione del libro e da cosa è nato?

“Voci Pagane – Vol. I” è il primo volume di un libro dedicato ad interviste realizzate a persone, gruppi spontanei, associazioni, riviste, siti web e realtà che vivono in prima persona il movimento Neopagano italiano, creando eventi, cercando di fare informazione in modo corretto sull’argomento e dando vita a momenti di incontro per la comunità neopagana italiana.

Le interviste pubblicate sono sia articoli apparsi su Labrys dal 2004 ad oggi, sia questionari realizzati appositamente per questo progetto tra il 2009 e il 2010.

Ovviamente il libro non ha la pretesa di essere un’enciclopedia completa riguardo questa tematica; ho raccolto le testimonianze di chi ha accettato di collaborare e di realtà che o mi erano già note o cercandole in rete, ma non potrà mai essere un’opera totalmente esaustiva: il movimento neopagano è in continua evoluzione e trasformazione.

Il libro è nato da più esigenze. All’inizio voleva essere solo una raccolta di alcuni articoli apparsi in questi anni su Labrys, più precisamente una raccolta delle interviste fatte a personalità del movimento neopagano. Successivamente ho pensato di ampliare la raccolta, poiché nel 2009 è nato il progetto “Sphera” ideato dall’associazione Quercia Bianca e ho pensato quindi di intervistare chi facesse parte di questa rete di collaborazioni tra realtà neopagane (chi fosse, tra loro, interessato alla mia idea, ovviamente). Poi, ho riflettuto sul fatto che comunque il libro sarebbe stato troppo lacunoso: vi sono molte altre realtà neopagane non facenti parte di Sphera. E allora ho cercato di contattare più persone possibili per ascoltare più voci e avere un panorama più ampio di opinioni e idee. Il pluralismo mi interessa, dà molti spunti su cui riflettere, fa capire quante diverse possibili esperienze possono coesistere in un movimento così complesso ed aiuta a sviluppare una certa capacità critica per osservare il fenomeno con maggiore obiettività (per quanto essere obiettivi il più possibile sia sempre un compito molto arduo, visto che noi esseri umani non siamo infallibili e spesso siamo vittime del pregiudizio).

3. Che tipo di interesse c’è in Italia per il paganesimo?

Credo che senz’altro in questi ultimi dieci anni (per quanto il Neopaganesimo in Italia abbia cominciato a rinascere molto tempo prima) l’interesse sia aumentato verso queste tematiche, tanto è vero che le case editrici esoteriche propongono sempre più spesso nuovi testi su Paganesimo e Neopaganeismo. Però è anche vero che – come è aumentato l’interesse – ho come l’impressione che spesso, chi si avvicina a queste tematiche, soprattutto le persone più giovani come ad esempio gli adolescenti – lo faccia con una certa superficialità, senza rendersi conto che qui non si tratta di comprare un libricino di incanti e “puff!” fare qualche magia stile Harry Potter…non ho nulla contro questo o altri film di magia, sia chiaro, l’importante è scindere sempre realtà e fantasia. Ritengo che il Neopaganesimo e il Paganesimo contemporano abbiano una buona dose di spiritualità da far tirare fuori ad ognuno di noi, il problema è con quale spirito ci si avvicina a questo mondo. Se lo si fa per apparire diversi, alla moda, per mettere cioè al centro di tutto il proprio ego, per sentirsi dei maghetti potenti, be’, credo proprio che ci si coprirà solo di ridicolo e si faranno apparire tutte le persone che praticano seriamente queso percorso spirituale come dei buffoni. Se invece ci si avvicina con rispetto come si fa verso qualsiasi religione, capendo che si tratta di un percorso spirituale – e quindi di un profondo lavoro su sé stessi – allora qualcosa cambierà in Italia e il Neopaganesimo verrà visto come una via che ha tanto da donare alle persone, come ad esempio il grande rispetto per la vita e la sua sacralità in tutte le sue manifestazioni (l’uomo, la fauna, la flora, la natura in generale), e l’importante dialogo con il Divino (nelle sue molteplici forme), tanto per citarne qualche aspetto.

4. Quali sono le maggiori difficoltà che incontra chi è pagano in Italia?

Penso che il problema maggiore sia la diffidenza. In realtà, mi sembra che qui in Italia vi sia diffidenza per tutto ciò che si situa al di fuori dell’ambito cristiano-cattolico e tutto perché siamo uno stato laico solo sulla carta e non nella pratica (per cui non c’è da stupirsi), ma senz’altro ciò che ha a che fare con una visione esoterica (iniziatica) e non essoterica (cioè rivelata, come avviene nelle religioni che praticano il culto pubblico) della realtà fa sempre paura, perché non se ne conosce il linguaggio. Tutto ciò che è legato all’idea di iniziazione, come già era proposto negli antichi Misteri (pensiamo ai Misteri Eleusini, o a quelli di Dioniso, ai Misteri Orfici ecc.) è visto come qualcosa di satanico. La parola stessa “esoterismo”(dal greco esoterikos, che significa interno, dentro) spesso viene identificato con il satanismo. Ma non è così. L’esoterismo da sempre studia, possiamo dire, il lato nascosto delle cose, quello più profondo, interiore, richiedendo un lavoro su sé stessi molto complesso. Che poi nell’esoterismo esistano anche delle vie oscure, non significa però che l’esoterismo sia satanismo. L’esoterismo ha in sé talmente tante vie – che possono essere costruttive come distruttive – che ridurre tutto al satanismo è semplicemente assurdo.

Questa realtà così complessa dipende dalla natura umana: l’uomo, con il suo libero arbitrio, può scegliere come agire, se in un senso o in un altro; ma questo, ovviamente, accade in qualsiasi ambito della vita umana, non solo in questo.

Il concetto di iniziazione e quindi di segreto iniziatico è semplicemente legata al fatto, a mio parere, che se io vivo interiormente un forte contatto con il Divino, quell’esperienza è talmente profonda e soggettiva che non avrebbe neppure senso parlarne ad una persona che non sa o non vive la stessa cosa sulla propria pelle, anzi: sarebbe anche difficile spiegare a parole un’esperienza che potremmo definire di tipo mistico.

Quindi, direi che la paura è un grande muro che però si può cercare di abbattere pian piano facendo tanta informazione corretta e, soprattutto, cercando di far capire che Paganesimo e Neopaganesimo andrebbero vissuti come percorsi spirituali seri, non come dei baracconi da circo.

5. Quali sono invece le soddisfazioni?

Senz’altro la possibilità di incontrare – attraverso gruppi e associazioni – persone che hanno una sensibilità simile alla propria e quindi magari poter confrontare idee ed esperienze anche molto profonde. Inoltre, è un percorso spirituale (ovviamente se vissuto in questo senso) che permette una connessione profonda anche in senso energetico con il mondo che ci circonda e con parti di noi che spesso non conosciamo; dà la possibilità di lavorare a livelli molto sottili con il nostro mondo interiore. Si possono scoprire potenzialità che non credevamo di avere e affrontare paure radicate, rendendoci liberi di vivere la vita in modo più consapevole.

E questo non è poco…

6. Consigli per chi vuole intraprendere questa strada?

Leggere tanto e non fermarsi mai, continuare a studiare, cercare di conoscere e comprendere nuove vie, nuove strade, crearsi una propria idea della realtà senza cadere nella rete di qualche “guru” che pretende di avere la verità in tasca o che ti vende rituali assurdi a prezzi indecenti promettendoti chissà quali strani miracoli.

Per ognuno di noi c’è una strada diversa, non è detto che tempi, ritmi e percorsi di ricerca siano validi ugualmente per tutti. Questo tipo di cammino non è una via semplice proprio perché nessuno ti dirà: “fai così”, “questa è la strada giusta”, “quella non la è”, in quanto non esistono dogmi, cioè regole imposte dall’esterno. Ma, proprio per questo, è una via di libertà spirituale perché ognuno di noi può cercare in se stesso il proprio Maestro e sentire la connessione con l’Universo e il Divino profondamente.

Per quanto riguarda la pratica, personalmente ritengo che sia molto importante cercare di praticare il più possibile da soli (a seconda della strada che si intraprende: che si abbracci una Tradizione specifica o meno) e poi, nel caso, una volta essersi fatti una buona parte di esperienza, se si incontrano persone di cui ci si fida davvero profondamente, provare a praticare anche in gruppo, ma solo – ripeto – se si è sicuri della scelta fatta. Altrimenti è meglio lavorare da soli in piena sicurezza, anche perché attualmente di sistemi per conoscere altri praticanti ve ne sono, anche senza bisogno di celebrare per forza insieme: pagan moot, forum di tantissimi siti web e mailing-list dedicate a questi temi. Non mi sento di consigliare il sistema delle chat perché mi sembra che manchino di approfondimento, ma sta comunque ad ognuno scegliere il proprio modo per avvicinare nuove persone da conoscere.

Sarah Bernini

4 Novembre 2010

2 risposte a Interviste rilasciate su “Voci Pagane”

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